non sono venuti male.. no???
peccato che il piu bello se lo sia tenuto il prof.. ma adesso lo fotografo e lo metto sul blog!!
voglio un vostro parere..
"si usano gli specchi per guardarsi il viso,e si usa l'arte per guardarsi l'anima" S.Dalì
paesaggi autoctoni, nei quali sporge la sensualità tropicale e la fermezza asiatica.
rivate in diversi paesi.



stimate in un numero non inferiore a 5.000. Completano lo scenario, i 40 Teatri, 43 Cinema, centinaia di Gallerie, 24 Musei di capolavori della scuola olandese come quelli di Van Gogh. La casa di Anna Frank, assolutamente da visitare perchè ti trasmette emozioni fortissime e.. ultimo ma non ultimo in ordine di importanza il fantastico NEMO a forma di imponente nave che sbuca dall'acqua, ospita il più grande e futuristico museo di Scienza e Tecnologia d’Olanda.
Una delle sue creazioni erotiche è il tavolo triangolare, che appoggia in ogni suo angolo su sinuose gambe femminili incrociate, dove il busto si protende avanti fondendosi col piano del tavolo.

Tamara de Lempicka , vero nome Tamara Rosalia Gurwik- Górska (Varsavia, 16 maggio 1898 – Cuernavaca, 18 marzo 1980) è stata una pittrice polacca appartenente alla corrente dell'Art Déco.
luzione russa, suo marito venne arrestato dai bolscevichi, ma venne liberato grazie agli sforzi e alle conoscenze della giovane moglie.
a sua attività artistica.
Piero Manzoni (Soncino, 13 luglio 1933 – Milano, 6 febbraio 1963) è stato un artista italiano attivo nel panorama artistico nazionale ed europeo.
come tele o altre superfici ricoperte di gesso grezzo, caolino, su quadrati di tessuto, feltro, fibra di cotone, peluche o altri materiali.Nel 1959 abbandona definitivamente il gruppo dei Nucleari.Sempre nel 1959, entra in contatto con il Gruppo Zero di Düsseldorf e, oltre a portare avanti la ricerca sugli "Achrome", inizia a creare oggetti concettuali come le "Linee" e progetta di firmare corpi viventi come opere d'arte, rilasciando certificati di autenticità (saranno poi intitolate "Sculture viventi" e tra le 71 che firmerà fino al 1961 compariranno anche Umberto Eco, Marcel Broodthaers e Mario Schifano). Produce 45 "corpi d'aria": banalissimi palloncini riempiti d'aria che poi diverranno "fiato d'artista".
one, nonché certificati d'autenticità.Sul finire del 1959 apre il centro espositivo Azimuth; che diventerà tra gli spazi di produzione artistica più significativi nell'ambito delle ricerche anti-informali. Qui, nel 1960 espone insieme a Klein, Mack e Castellani in una mostra intitolata La nuova concezione artistica ed esce il secondo numero della rivista Azimuth su cui pubblica il testo Libera dimensione, nel quale teorizza la concezione di spazio totale.
firma la sua scarpa destra e la dichiara opera d'arte, facendo lo stesso con una scarpa di Schifano. In maggio inscatola e mette in vendita 90 "Merde d'artista" da 30 gr. al prezzo di altrettanti grammi d'oro ciascuna. Realizza la seconda "Base magica" e la "Base del mondo"; un parallelepipedo in ferro (90 x 100 cm) installato nel parco della fabbrica Herning capovolto al suolo per eleggere il mondo ad opera d'arte. Continua a lavorare sugli "Achrome" e nel 1962 espone con il gruppo Zero allo Stedelijk Museum di Amsterdam. Muore per infarto nel suo studio di Milano il 6 febbraio 1963.
mentre facevamo due chiacchere in camera sua, mette su un cd che regalò al papy per la fasta del papà.. cominciavo a riconoscere qualche nota di una canzone già sentita ma non riuscivo a capire quale e dove.. poi con il ritornello mi illuminai..
qui si parla di arte e non mi è venuto subito in mente di postare il mio debutto d'artisa alla cow parade di milano 2007.. che testa!
o degli sponsor dell'evento..
ati li due giorni. totale: quattro giorni per fare la mia mucchina.. se qualcuno della stalla (laboratorio dove davamo bita alle mucce) mi avesse dato una mano l'avrei anche finita in quei quattro giorni e invece l'ho dovuta abbandonare a metà perche non potevo più saltare la scuola e perche nessuno tornava su con me.. :(
Seduti al tavolo di uno dei suoi innumerevoli caffè, possiamo godere vedute notissime, pur sapendo che i suoi venti arrondissement riservano non poche sorprese: dalle gigantesche torri di vetro alle piccole case simili a scrigni preziosi, dai grandi musei alle stazioni ferroviarie, agli imponenti edifici pubblici. Questo volume "monumentale" illustra l'architettura di Parigi in tutta la sua straordinaria varietà, dalla maestosa cattedrale di Notre-Dame all'avveniristico Centre Pompidou. Ritratti da due maestri della fotografia come Jorg Brockmann e James Driscoll, le case private, gli spazi pubblici, gli alberghi, le chiese, i negozi, i ristoranti e i luoghi di lavoro testimoniano tutta la ricchezza e il fascino della Ville Lumière. Le immagini sono accompagnate da testi che raccontano la storia degli edifici e dei quartieri, con particolare riguardo alla personalità e allo stile di ogni architetto fino a delineare un quadro completo dell'evoluzione della città nel corso dei secoli. La descrizione di ciascun arrondissement comprende la cartina con l'ubicazione degli edifici e approfondimenti relativi a particolari aspetti della vita parigina: "Mille edifici di Parigi" vi guiderà così alla scoperta di una delle mete più romantiche e seducenti di tutti i tempi. Questo libro sarà un prezioso compagno di viaggio per il turista attento, e soddisferà anche gli appassionati di storia dell'architettura e di fotografia. I più geniali architetti del mondo hanno lasciato la loro impronta in questa città che, al pari di altre grandi metropoli internazionali, è caratterizzata da un paesaggio urbano in continuo mutamento, in cui il rispetto per la storia si intreccia con il gusto per la sperimentazione e la modernità. "Mille edifici di Parigi" è un omaggio a questa spettacolare combinazione di vecchio e nuovo che catturerà anche il lettore più esigente.
Si tratta del racconto di quanto vissuto da Szpilman (un pianista) dallo scoppio della seconda guerra mondiale con l'invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche, l'occupazione di Varsavia, la creazione del ghetto, la vita e la sopravvivenza nel ghetto e la sua fuga e sopravvivenza fuori dal ghetto, fino alla liberazione della città da parte dell'Armata Rossa.
i del pianista, qui funzionali specialmente ai numerosi cambi sequenza che curiosamente non si appoggiano alla più classica dissolvenza in nero, costituiscono una sorta di ideale fil rouge - che si dipana fra dolore e memoria - dell'esperienza umana sperimentata dal protagonista. Il pianista sopravvive soprattutto grazie alla sua musica: ideale di sopravvivenza.
.. fotogiornalisti che si muovono con agilità tra piani di narrazione diversa, alternando cronaca ed epica, frammento e affresco, durezza e abbandono, giungendo così a quella sintesi che porta
a sentire il presente, anche a distanza di anni..
